Un  tuffo nel cielo è la sensazione che trasmette Skyway che in soli 20 minuti percorre 2.200 di dislivello.

Costo tra 105 e 110 milioni, interamente finanziati dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta e dal governo.

In vetta la terrazza circolare a Punta Helbronner a 3.466 metri sul livello del mare. Da qui partono numerosi percorsi alpinistici e, per gli amanti del freeride, alcuni tra i più bei fuoripista delle Alpi: quello del ghiacciaio del Toula, del Marbrées, i 24 chilometri della Vallée Blanche che conducono fino a Chamonix, nonché quello sul maestoso ghiacciaio della Brenva e nella zona dell’Aiguille d’Entrèves.

Le tre stazioni (Pontal d’Entrèves 1.300 m, Pavillon du Mont Fréty 2.200 m e Punta Helbronner 3.466 m) sono collegate da due tratti di funivia, spazi protetti costruiti in vetro e acciaio, ideati per armonizzarsi con l’ambiente circostante.

La nuova stazione di partenza di Pontal d’Entrèves, che sostituisce quella storica di La Palud, è una struttura dall’aspetto aerodinamico, dotata di ampi parcheggi in parte interrati e in parte scoperti, che possono ospitare fino a 350 auto e una decina di autobus. All’interno, si trovano uffici informazione, bar, infermeria e biglietterie, oltre ai locali tecnici che custodiscono i potenti motori che azionano le cabine.

La stazione intermedia del Pavillon du Mont Fréty offre un contesto panoramico sui versanti contrapposti della Val Veny e della Val Ferret, anche attraverso le grandi superfici vetrate degli edifici. All’interno la stazione ospita due ristoranti, un bar, una sala convegni/eventi/cinema da 150 posti, un piccolo shopping center e un’esposizione con cantina di vinificazione.

All’esterno, i visitatori possono scoprire il Giardino botanico alpino Saussurea, vari percorsi di avvicinamento alla natura e soffermarsi al solarium.

L’ultima stazione di skyway è quella di Punta Helbronner, che, riproducendo la forma di un cristallo, si sviluppa principalmente in senso verticale e con terrazze a sbalzo.
Qui si trova l’attrazione principale dell’opera: la terrazza panoramica circolare di 14 metri di diametro, che regala una straordinaria vista a 360° su buona parte dei 4000 delle Alpi Occidentali (il Monte Bianco, il Monte Rosa, il Cervino, il Gran Paradiso e il Grand Combin).

All’interno, la sede della Mostra dei cristalli, un ristorante, un bar, punti informazione multimediali. Le cabine sono di forma semisferica con una capacità di carico fino a 80 persone, ruotano a 360° lungo tutto il percorso, per offrire una vista completa sulle vette circostanti. Una telecamera posta sul pavimento trasmette invece le immagini del panorama sottostante.

I lavori della costruzione della nuova funivia sono durati quattro anni, dal 2011 al 2015. Skyway Monte Bianco è stata realizzata con tecnologia per incrementare l’efficienza e ridurre i consumi.

L’obiettivo era con la costruzione di skyway era di avvicinarsi il più possibile allo standard di Zero Energy Building, che definisce gli edifici che non richiedono energia, ma la autoproducono.